Cuoio

Pubblicato 11/07/2016 15:18:15
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Che cos'è il cuoio?

Una breve guida sul mondo del cuoio

Il cuoio è un prodotto derivante dalla pelle degli animali e si ricava dopo un'innumerevole serie di trattamenti volti a rendere il pellame imputrescibile. Da un punto di vista microscopico, la pelle può essere vista come uno stretto intreccio tra numerosissime fibre di collagene.

Nella lingua italiana utilizziamo la parola cuoio per descrivere il pellame, anche se in realtà nel linguaggio utilizzato all'interno del settore conciario, la parola cuoio è utilizzata solo in ambito delle calzature (suola e soletto).

In inglese infatti, non esiste un corrispondente della parola italiana cuoio poiché il pellame inteso come pelle ricavata dall'animale viene tradotto generalmente come “leather” o “hide” (a seconda dell'animale).

Per questo motivo, quando vi imbattete nella parola cuoio spesso si tratterà genericamente di pellame, così in questa pagina introduttiva utilizzeremo in modo indifferente l'una o l'altra parola.

Come mai la pelle è una delle materie prime più conosciute, pregiate e utilizzate nel mondo della moda?

La pelle presenta diverse qualità che la rendono adatta ad un utilizzo nel campo dell'abbigliamento, rivestimento e pelletteria.

Infatti la pelle è una materia prima:

  • molto resistente: ha una consistenza adatta all'usura. Questa è variabile a seconda del tipo di animale da cui è ricavata, dallo spessore (in generale si va da mezzo millimetro a diversi millimetri) e dalla rifinitura, la quale può donare una maggiore resistenza al manufatto.
  • igienica: questa qualità è ottenuta solo dopo vari processi di lavorazione che rendono la pelle, materia prima “viva”, non soggetta ai fenomeni tipici della putrefazione.

  • Poco soggetta all'umidità: questa caratteristica rende il pellame adatto alla produzione di scarpe e indumenti mantenendo un alto livello di piacere di vestibilità dato dalla buona traspirazione di questa materia prima. Un'altra curiosità, che qua voglio aggiungere, è che la pelle è un buon conduttore elettrico (quindi fate attenzione!).

  • Termoisolante: la pelle funge da isolante tra corpo e ambiente esterno, mantenendo per chi la indossa un temperatura molto confortevole. Non a caso, i primi utilizzi di un animale per ricavare pellame sono avvenuti ai tempi della preistoria per proteggersi dal freddo durante gli inverni più rigidi.

  • Piacevolezza al tatto: caratteristica che rende la pelle uno dei materiali più costosi e ricercati per la creazione di prodotti di moda e non solo. Spesso si trovano imitazioni, realizzate con surrogati o materiali completamente diversi dal pellame che esteticamente possono assomigliare, ma al tatto e nella resistenza non possono esserle paragonati.

  • Aspetto gradevole: l'ultima qualità che elenchiamo, non di certo per importanza, è l'estetica della pelle. Quest'ultima infatti è una materia “viva” che presenta caratteristiche uniche e inimitabili che rendono ogni pellame diverso dall'alto. Ogni segno, ruga e sfumatura dona alla pelle un aspetto inconfondibile e spesso incrementa anche il suo valore economico.

Grazie a queste queste caratteristiche che rendono la pelle un prodotto di alta qualità, sono nate norme a difesa del consumatore per evitare il commercio di pellame d'imitazione, realizzato con pellami sintetici o di altra produzione. A difesa del consumatore è presente l'articolo 1112 del c.c. e la direttiva europea 94/11/CE che prevede l'etichettatura obbligatoria delle calzature. Inoltre, a garanzia di qualità del pellame, è possibile richiedere di mettere il marchio “vero cuoio” o “vera pelle” sul prodotto finito, dietro autorizzazione dell'Unic (Unione Nazionale industria conciaria). In questo modo si assicura al cliente un prodotto in pelle che non contiene sostanze tossiche e/o nocive e allo stesso tempo garantisce la provenienza italiana.

Il cuoio o pellame può essere classificato in due categorie principali (in base allo stato di lavorazione):

  • Semigreggio o in crosta: la pelle non viene rifinita. L'unico trattamento che riceve è l'essicazione dopo la concia.

  • Rifiniti: tutti i prodotti commercializzati in pelle sono rifiniti sia per ragioni di maggiore resistenza, sia per ragioni merceologiche (estetica, tatto, etc).

Un'altra classificazione viene solitamente fatta in base alla parte di pellame che viene utilizzato. Abbiamo diverse dimensioni che vanno dalle pelli intere, mezze pelli (dette anche schiappe), gropponi e mezzi gropponi fino alle spalle, fianchi, culatta e avancorpi.

 

La storia del cuoio

L'utilizzo del pellame risale ai tempi della preistoria. Oltre alla caccia per provvedere cibo, l'animale veniva scuoiato e la pelle utilizzata principalmente come strumento per proteggersi dal freddo durante le stagioni invernali. Il problema principale, che gli uomini preistorici si trovarono a fronteggiare, fu la conservazione del pellame per evitare che questa materia organica marcisse in breve tempo. Con il passare del tempo e accumulando sempre più esperienza, notarono che esistevano modi per evitare la putrefazione della stessa e preservarla per un utilizzo più duraturo. Addirittura, alcuni principi di questi antichi metodi sono utilizzati tutt'ora. Se infatti il pellame veniva esposto al fumo o a focolari di foglie, durava di più. Stessa tecnica veniva applicata anche bruciando legname fresco. Questo tipo di trattamento è considerato la “concia” più antica che prende il nome di concia all'aldeidi, nome derivante dall'utilizzo del fumo.

Col passare del tempo, le tecniche di conservazione del pellame si evolsero di pari passo con l'evoluzione dell'uomo. Fu introdotta la concia al vegetale, chiamata così per via dell'utilizzo di sostanze ricavate in natura che permettevano di evitare la putrescenza del cuoio. La concia al vegetale avviene mettendo a contatto la pelle con i tannini, sostanze ricavate dalla corteccia di vari tipi di alberi (quercia, castagno etc). A seconda del tipo di albero utilizzato la pelle assumeva diversi colori e sfumature, dal colore marrone chiaro a marroni più scuri. I principi su cui si basava questa concia sono quelli utilizzati anche oggi sebbene siano stati introdotti i macchinari e il procedimento si sia molto più evoluto, sia in termini di qualità del pellame ottenuto che dei tempi di trattamento richiesti.

Un'altra tipologia di concia era quella all'allume, nome derivante dall'utilizzo di composti di alluminio ed anch'essa esiste tutt'oggi.

Una delle fasi di lavorazione del pellame consiste nel depilare il cuoio dell'animale per togliere il pelo superfluo rispetto all'oggetto che si vuole ottenere. Anche in questo caso, fin dall'antichità si usano tecniche che sono “vive” nell'industria attuale: la calce ottenuta grazie alle pietre del focolare, poi mescolata all'acqua, una volta a contatto con il pelo riusciva ad estirparlo, rendendo la pelle pronta per i trattamenti successivi.

Con l'avanzare della storia, l'uomo cominciò ad utilizzare il pellame per scopi diversi da quelli di protezione dagli agenti atmosferici. Gli arabi furono i primi ad introdurre le decorazioni del pellame, promuovendolo da semplice indumento ad oggetto di pregio e potere. Pian piano l'apprezzamento di questa materia prima si estese anche in Europa dove veniva lavorata sia per produrre oggetti di lusso, sia per fornire un materiale resistente ai soldati durante le battaglie. I guerrieri venivano muniti di scudi e corazze costituiti da cuoio spesso, che attutiva gli urti delle armi nei combattimenti con gli eserciti nemici. Talvolta, anche in campo militare, non venivano risparmiate le decorazioni con cesellature, rilievi e lamine in oro.

In Europa ricordiamo il famoso cuoio di Cordova dove il pellame veniva decorato attraverso rilievi su fondo dorato, aggiungendo cesellature e dipinti. Nell'epoca rinascimentale la passione per la pelle, si estese anche in Italia dove si realizzavano sia decorazioni per le classi più abbienti, come bulinati, stampigliati, decorazioni per pareti (vedi il Palazzo Ducale di Urbino), sia manufatti per la popolazione meno ricca come calzature e tappezzerie varie. Le tecniche di lavorazione si evolverono in breve tempo e a seconda della zona geografica e tecnica utilizzata, il cuoio prendeva nomi diversi:

  • Cuoio di Russia o Bulgaro: conciato al vegetale e dall'odore etereo derivante dalla corteccia di betulla.

  • Cuoio bollito: pelli bovine venivano scaldate insieme a cera, gomma, resina e colla. L'effetto finale è di una pelle piuttosto molle, particolarmente adatta ad astucci, fodere e borse.

  • Maschereccio: ottenuto da pelli bovine pesanti, conciato all'allume o al sego (con oli grassi). Questa lavorazione era adatta a prodotti da selleria.

Solamente a partire dalla seconda metà dell'800 fu introdotta la concia ad oggi più diffusa: la concia al cromo. Questa lavorazione è più veloce ed economica rispetto a quelle precedenti, non solo per la tecnica utilizzata ma grazie anche alla meccanizzazione dei processi introdotta a seguito della rivoluzione industriale.

 


Lavorazione del cuoio

Quella che noi definiamo pelle, è la parte fondamentale (derma) del tessuto che ricopre ogni essere vivente e lo separa dall’ambiente esterno, ne fa un insieme unitario e può essere paragonabile su larga scala alla membrana che separa ogni cellula dal fuori di se e per estensione la forza elettromagnetica che rende ogni atomo singolarmente individuabile e racchiuso in un insieme.

La lavorazione della pelle, detta anche concia, può prevedere varie fasi a seconda di quale pellame vogliamo ottenere alla fine del processo. 


Cominciando ad entrare nel merito più stretto dell’insieme pelle, potremmo elencare sommariamente le seguenti fasi:

  1.      Determinazione dei vari pellami animali
  2.      Acquisizione del pellame
  3.      Conservazione
  4.      Lavori di riviera
  5.      Concia
  6.      Riconcia, tintura e ingrasso
  7.      Rifinizione

 

Adesso, analizziamo più in dettaglio queste 7 fasi:

Determinazione dei vari pellami animali

La determinazione è effettuata sulla base dell’ordine: genere, specie, razza, varietà, sesso, età, habitat (cioè ambiente abituale ove l’animale si è trovato nella sua esistenza inclusi nutrizione eventuali trattamenti cui l’animale è stato oggetto) vegetazione, malattie, insetti e parassiti.

Acquisizione del pellame

Una ulteriore definizione di questo insieme dipende dall’acquisizione del pellame che può essere di varia natura ed origine, quali: caccia, pesca, domesticazione, allevamento. Una precisazione va fatta anche riguardo all’impatto e alle necessarie alterazioni sull’ambiente che questa acquisizione comporta; in altre parole identificare e osservare da quali specie il materiale proviene e con quale intensità ciascun materiale ne proviene. Questo problema ci accompagnerà in ogni ulteriore fase di questa trattazione. La pelle animale si deve considerare principalmente ma non totalmente un sottoprodotto di altre attività umane, quali essenzialmente il nutrimento delle comunità unitamente ad altre utilità proprie delle specie animali e della loro domesticazione come l’ausilio come forza motrice o trasporto o guerra, caccia, concime ecc. 

Conservazione

La conservazione essenzialmente per la prima stabilizzazione del materiale raccolto che impedisca la putrefazione della pelle, può avvenire in diversi modi:

 

  • Seccando la pelle cercando di estrarre il più possibile l’acqua dalla pelle (disidratazione) e può avvenire al sole (tradizionalmente usata in aree tropicali molto secche come l’Africa e il Sud America Uruguay Paraguay e Argentina) questa forma di essiccazione essendo di solito troppo rapida (sun dryied) comporta una cattiva conservazione che sostanzialmente secca la parte esterna troppo velocemente mentre la parte interna si deteriora la quale non si asciuga completamente. Oppure può avvenire all’ombra (air dryied) che allevia il problema precedente ma non lo risolve del tutto perché le pelli spesso non sono ben distese e quindi assumono una forma e delle piegature irregolari. Un terzo modo di essiccazione più elaborato è quello di seccare le pelli dopo averle tirate con del legname attraverso dei telai e poste in sospensione sotto delle tettoie per il tempo necessario a una totale essiccazione. Come annotazione generale in riferimento ai tre punti sopra detti è necessario fare una precisazione sul peso specifico del materiale. Le pelli sun dryied sono quelle con il peso specifico più alto perché conservano una percentuale maggiore di umidità. Posto 100 il peso della pelle (green weight) appena estratta e scuoiata le pelli essiccate al sole avranno un peso di 85, quelle essiccate all’ombra 80 e quelle seccate sui telai 70.
  • Il secondo modo di conservazione è l’uso del sale, in genere cloruro di sodio.

 

 

Lavori di riviera

I lavori di riviera sono i primi trattamenti a cui viene sottoposto il pellame grezzo, necessari per prepararlo alle fasi successive. Di questi possiamo elencarne alcuni:

  • Rinverdimento: l'obiettivo di questa fase è quello di riportare la pelle allo stato pre-conservazione. In poche parole si asportano i sali usati per conservare la pelle, si pulisce questa da tutti i residui indesiderati e la si immerge in acqua per ricostituire l'idratazione persa durante la fase precedente. Viene utilizzata prevalentemente acqua insieme a tensioattivi, alcali, cloruro di sodio, battericidi e enzimi proteolitici.

  • Calcinaio e depilazione: il calcionaio permette di allentare il tessuto in modo da renderlo adatto all'assorbimento dei prodotti utilizzati per la concia. La depilazione invece, estirpa il pelo e l'epidermide. Queste due operazioni sono effettuate contemporaneamente.

  • Scarnatura e spaccatura: la scarnatura, così come dice lo stesso nome, elimina gli ultimi residui di carne ed adipe del pellame (detti anche carniccio), mentre la spaccatura rende l'intera superficie della pelle dotata dello stesso spessore. Con la spaccatura, che può essere effettuata anche successivamente ossia dopo la concia, otteniamo i due lati di un pezzo di pellame: il fiore (strato superiore) e la crosta (strato inferiore).

  • Decalcinazione: in questa fase rimuoviamo dalla pelle la calce residuante dal calcinaio. La pelle si sgonfia e viene preparata per la macerazione.

  • Macerazione: ultimo passaggio dei lavori di riviera, dove il tessuto dermico del pellame viene allentato ulteriormente grazie all'utilizzo di enzimi proteolitici.

La concia 

Anche in questo caso dobbiamo distinguere tre fasi: 

  • Pickel: il pickel finisce il processo di decalcinazione della pelle cominciato nei lavori di riviera. Il ph del tessuto viene riportato ad una soglia idonea alla lavorazione successiva.

  • Concia: in questa fase la pelle viene trattata utilizzando diversi materiali: cormo, tannini (concia vegetale), alluminio, zirconio, aldeidi, grassi etc. L'obiettivo è quello di rendere il pellame resistente alla trazione, agli agenti atmosferici come temperatura e umidità e agli agenti chimici.

  • Pressatura, spaccatura e rasatura: nella prima operazione il cuoio viene compresso e asciugato. La spaccatura viene effettuata per le pelli più spesse e pesanti o qualora non fosse stata compiuta durante i lavori di riviera. Infine la rasatura riduce ulteriormente lo spessore della pelle, agendo sulla parte della carne (crosta), attraversando lame affilate che rendono l'intera superficie omogenea nello spessore.

 

La riconcia, tintura e ingrasso

La riconcia, tintura e ingrasso, a differenza della concia che abbiamo appena descritto, mira a migliorare la pelle dal punto di vista “estetico”:

  • Riconcia: questo processo restituisce il grado desiderato di morbidezza, pastosità o pienezza alla pelle tramite l'ulteriore assorbimento di sostanze concianti come i tannini e il cromo.

  • Tintura: grazie alla tintura possiamo scegliere quale colore donare al pellame. La scelta dei colori dipende molto dal tipo di concia effettuata in precedenza.

  • Ingrasso: la pelle viene “ingrassata” con oli di originale animale, vegetale, marini, sintetici o minerali. La pelle apparirà più spessa, morbida e idrofoba.

  • Asciugamento, palissonatura e inchiodaggio: il cuoio viene asciugato, riducendo ulteriormente l'umidità. La palissonatura ammorbidisce ancora di più la pelle, infine l'inchiodaggio essicca nuovamente il pellame. Alla fine di questa operazione la superficie della pelle risulta più estesa rispetto a prima, permettendo di guadagnare qualcosa in termini di dimensioni.

 

Rifinizione

Questa è l'ultima fase del lungo processo conciario. Le pelli adesso sono asciutte e pronte per gli ultimi trattamenti che mirano sia a migliorare la resistenza che l'aspetto esteriore.

Esistono numerosissime diverse rifinizioni possibili che non possiamo elencare interamente. In generale viene modificato ulteriormente il colore attraverso pigmenti e coloranti oppure modificata la grana della superficie che può essere resa più “grinzosa” o più liscia o con disegni desiderati (dette stampe). Possiamo anche applicare più strati superficiali per aumentarne la resistenza e/o coprirne i difetti.


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